SNAP

Nell’ambito dell’approccio Rapid eLearning, si sta diffondendo sempre di più l’impiego iniziale di slides PowerPoint da “trasformare” in contenuti erogabili attraverso Learning Management System, magari avendo la possibilità di aggiungere video, questionari, quiz, il tutto tracciato da sistema.

Il prodotto leader in questo tipo di mercato è probabilmente Articulate Presenter o più in generale Articulate Studio (che include anche gli ottimi Engage e QuizMaker), con costi non sempre abbordabili per freelance o semplici appassionati.

Un’alternativa a Ns parere valida ed economica è Snap di Lectora Trivantis, molto semplice da usare, occupa pochissimo spazio su disco ed in genere come risorse, si integra con il relativo ribbon in PowerPoint con tutte le relative funzionalità per l’import, publish (su CD, Web o SCORM, oltre che chiaramente su servizio online Trivantis), insomma tutto quanto necessiti per un avvio di base alla realizzazione di corsi Rapid eLearning.

Moodle … con o senza filtro?

Una delle caratteristiche peculiari di Moodle, piattaforma leader per quel che riguarda l’Open Source nell’eLearning, è relativa alla possibilità di inserire contenuti quasi di ogni tipo come risorse da impiegare nelle attività formative.  Nella stragrande maggioranza dei casi si importa il file multimediale, ad esempio un file audio, lo si associa al link della risorsa ed il gioco è fatto, demandando di fatto totalmente al client dell’utente (browser+applicazioni multimediali/viewer in grado di gestire il mime-type del file) il compito di interpretare correttamente il file e di visualizzarlo.

Esiste però una categoria particolare di plugins in Moodle, denominata per l’appunto Filtri: il loro compito è quello di fornire delle funzionalità aggiuntive ed immediate quando incontrano queste tipologie di file, ad esempio consentendo l’ascolto di file audio citati in precedenza, visualizzare formule matematiche, sino alla gestione di contenuti, incluse quelle forme di “censura” preventiva per impedire l’uso di termini impropri.

In questo caso la gestione si sposta dal client al server, con chiari vantaggi e svantaggi: il vantaggio è che si offre una omogeneità di comportamento nell’erogazione delle attività, lo svantaggio è che essendo tutto demandato al server, il carico aumenta e quindi si potrebbe incorrere in problemi di carico eccessivi, sia del server vero e proprio che della banda disponibile.

Cosa scegliere quindi come approccio? Il fatto che di default tutti i filtri siano disattivati farebbe pendere la bilancia verso il non uso dei filtri, ma è pur vero che se ci sono, vorrà dire che un’utilità c’è, pur a fronte di un maggiore assorbimento di risorse.

Riteniamo che l’impiego dei filtri debba limitarsi a tutte quelle situazioni in cui la centralizzazione è da preferirsi sia per policy aziendali (pensiamo all’impiego di parole da inserire in black list per possibili oscenità, ad esempio), sia per una efficienza di gestione (contenuti multilingua).

Ci interessa conoscere la Vostra opinione, scriveteci ai nostri indirizzi o via la form di commento.

 

Change Management

La gestione del cambiamento, specie in un periodo quasi frenetico come quello che stiamo vivendo, sia dal punto di vista dei valori, che delle prospettive sociali ed economiche, rappresenta una sfida cruciale per le società industrializzate o meno. Ci piace evidenziare la seguente definizione, tratta dal sito dell’ MBSConsulting:

L’insieme delle tecniche e delle attività che sono funzionali
a modificare operativamente il comportamento organizzativo di un azienda. Negli
ultimi anni le grandi aziende hanno migliorato significativamente le capacità di
definire obiettivi e strategie, mentre hanno necessità di disegnare meglio le
traiettorie di cambiamento dell’organizzazione e di essere assistite nella
gestione coordinata di tutte le variabili che incidono sul cambiamento stesso. I
continui mutamenti nel mercato e nei sistemi normativi (es. unbundling di
reti fisiche, liberalizzazioni di alcuni settori dell’economia, globalizzazione
dei mercati…) richiedono alle aziende una capacità di progettazione e gestione
continua dei cambiamenti; conoscere le tecniche di change management e
capire come integrarle nella gestione del Business As Usual della propria
azienda è diventata quindi una competenza sempre più rilevante per il
management.

Si tratta di una definizione ritagliata su misura su di un contesto aziendale piuttosto che su di un contesto sociale a più ampio spettro, ma riteniamo che sia validissima per fare emergere una delle fondamenta per una gestione efficace del cambiamento: la chiarezza ed univocità della comunicazione!

Nel momento in cui si deve cambiare obiettivo, strategia, linea guida, è di fondamentale importanza che l’intero tessuto attorno a sè, sia esso familiare, aziendale, sociale, sia reso partecipe sin dalle prime fasi della necessità del cambiamento, delle motivazioni alla base, di cosa comporterà e di quali saranno i passi fondamentali. Tutto ciò va comunicato per tempo e nei modi e forme più appropriate e solo dopo si potrà passare alla fase della formazione, cioè in cui le persone dovranno essere formate per potere raggiungere con successo il cambiamento .

Contattaci se ne vuoi sapere di più, oppure continua a seguirci sul nostro sito!

SOCIAL eLEARNING

L’apprendimento di un singolo individuo è legato a diversi fattori e a diverse strategie di formazione e di apprendimento. Gli studi condotti in un primo momento sull’andragogia, successivamente estesi alla pedagogia, dimostrano che un apprendimento efficace non può prescindere da forme di collaborazione a vario titolo con gli altri “studenti” coinvolti nella formazione.

Vogliamo una conferma empirica? Pensiamo a quando eravamo piccoli noi ed a scuola chiedevamo all’amico del cuore o alla più brava della classe di aiutarci a capire quanto spiegato dall’insegnante: spesso laddove non arrivava il docente arrivava il nostro amico, che usando termini a noi più vicini, con esempi per noi più comprensibili, era in grado di colmare le nostre lacune.

Sin dall’introduzione dell’eLearning l’aspetto social è stato importante, per cui una soluzione di eLearning ha da sempre previsto impiego, in aggiunta al “classico” Learning Management System, di strumenti di web conferencing per le sessioni in aula virtuale, chat, forum, bulletin board. A volte però questo si è tradotto solo in un’automazione di quanto prima era basato solo sul face to face.

Con l’introduzione di strumenti di social networking quali Facebook, Twitter, l’avvento dei blog, quindi con la disponibilità di soluzioni in cui al centro è l’individuo ed il suo desiderio di condivisione di esperienze ed informazioni, è stato naturale assistere ad una “fusione” fra eLearning e Social Networking che ha portato al concetto di Social eLearning. Le persone apprendono non solo in momenti istituzionali di studio, ma anche guardando, osservando, ascoltando, discutendo, più semplicemente interagendo con gli altri.

Potremmo quindi dire che Social eLearning è un approccio alla formazione in cui l’apprendimento viene raggiunto attraverso multiple esperienze, che vedono un ruolo centrale nella collaborazione fra coloro coinvolti nel percorso formativo (vedi anche http://en.wikipedia.org/wiki/E-learning) . Un Web Based Training (WBT), un corso online per intenderci, è quindi un elemento in questo percorso, non è più L’ELEMENTO del percorso. La votazione di uno studente potrà/dovrà dipendere non più solo dall’assessment online condotto alla fine del WBT, ma da come ha partecipato alle communities, dalla qualità dei suo posts, da come interagisce con i suoi followers, dalla reputazione che si è saputo costruire nel social network.

In un blog il docente può postare le notizie, gli studenti poi commentandole potranno arricchire le fonti citate, esprimere giudizi, essere valutati

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GUERRIGLIA MARKETING

Il termine guerriglia già lascia intuire che stiamo per parlare di qualcosa che ha a che fare con la velocità dell’azione, con l’agire quando meno ce lo si aspetta. In effetti è proprio cosÏ, l’idea alla base del “guerriglia marketing” è proprio il comunicare qualcosa – un’idea, un prodotto, un brand – in forme innovative nei momenti in cui le persone non si attendono un tale evento.

Spieghiamolo con un esempio: vogliamo comunicare il lancio di una nuova iniziativa, quindi quanto dobbiamo enfatizzare è l’aspetto della novità, della freschezza … freschezza … cosa c’è di più fresco di un uovo appena fatto? Per definizione nulla … e le uova dove si trovano? In nidi tipicamente di paglia … e allora?

Allora per la campagna di comunicazione si sceglie di distribuire, in punti strategici – dell’azienda, della/delle città, … – dei piccoli nidi con tanto di paglia vera e dentro delle “simil uova” riportanti il lgo del prodotto da reclamizzare, dell’iniziativa da comunicare.

Semplice no? L’importanza, come al solito, è l’idea ed il fatto che deve volerci un piccolo investimento per realizzarla. L’idea poi non deve essere avulsa da quello che si vuole comunicare, deve esserci un legame tra il comunicato ed il rappresentato. Tornando all’esempio precedente, se ad esempio avessimo scelto di impiegare dei manifesti, appesi a dei lampioni, su cui sono riprodotte donne in abiti succinti che riproducono una lap dance, oltre a ricorrere ad uno stereotipo ancora in uso, quale sarebbe il legame del lancio di una novità? Invece va bene per il lancio di un nuovo night club – ed infatti è stata impiegata.

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Piattaforme tecnologiche

Le esperienze pluriennali nel campo dell’ICT ci hanno consentito di sviluppare un’ottima conoscenza delle seguenti piattaforme:

  • Moodle
  • SugarCRM
  • iReport
  • Joomla
  • WordPress
  • Alfresco
  • Liferay
  • Drupal
  • Xcelsius Business Object
  • Adobe Captivate
  • Articulate Pro
Se hai esigenze e necessità particolari, se hai già una soluzione presso la tua azienda e la vuoi aggiornare, non esitare a contattarci. Il nostro team ha esperienza per eseguire assessment e valutazioni di installazioni ICT pre-esistenti.

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